Alessandro Grillo

Alessandro Grillo

Gianni, senza mezzi termini, mi chiede…”Dì un po’ a Sandro Grillo…che ci racconti un po’, ma velocemente, chi è Sandro Grillo!”.
Le provocazioni mi sono sempre piaciute, e quindi non posso sottrarmi a questo esercizio letterario.

Non sarò troppo breve, purtroppo, la mia vita è stata lunga…

Nacqui a Genova, da genitori operai, il 10/12/1940, quindi sono quasi vecchio, ma guai a sentirmelo dire, me lo dico da solo, punto e basta. Casomai, accetto un ……diversamente giovane.
Crebbi in una delegazione di fabbriche , che vista la situazione dei tempi, venne chiamata: “Piccola Russia”.
Sono nato sotto le bombe degli “alleati”, ed ora vedo, con immenso dolore, che altrove si semina morte, su popolazioni civili innocenti, come allora.
L’unica diversità è che le bombe di oggi, le chiamano intelligenti, per fortuna, ma chi muore sono sempre gli stessi!

Alessandro Grillo in apertura del traverso di Capo Noli, Via In Scio Bolesomme

Quell’infanzia e quella adolescenza, mi hanno abituato a prendere schiaffi e calci in culo, ma anche a farmi attento, ad ingegnarmi a trovare sempre una soluzione, …insomma a vivere, sopravvivere….e lasciar vivere!

A farla breve, sono nato in tempi difficili, con le pezze nel culo, ed erano così tante, che sotto le mutande porto ancora il loro segno.

Ho lavorato e studiato, studiato e lavorato, perché bisognava pur mangiare.

Un ligure ha un grande orizzonte avanti a se: il mare. Ma da lì arrivava di tutto; le gioie del nuovo, del lavoro; i dolori di chi partiva in cerca di fortuna.
Quindi spesso ci si rivolgeva alle spalle, da dove scendeva la feroce tramontana che ora non c’è più, pure quella si sono mangiata! Là dietro ci sono piccoli, aspri monti, cosparsi di massi, rocce friabili che ci hanno sempre attirato, forse per cercare un po’ di pace alla “macaia”*. I liguri sono un popolo di indomiti masochisti, che fuggirono pure dai romani, sempre loro, per rifugiarsi sulle montagne.
Forse da quelle fughe nacque la nostra passione per i monti.
E sul nostro Appenino incominciammo a salire quel friabile serpentino. Il passo fu breve, ma la passione diventò grande; diventammo dei forti camminatori, marinai da scoglio, arrampicatori da erba.

I più determinati, appassionati e dotati, si avvicinarono alle montagne vere, quelle alte, con la neve, e si resero conto che riuscivano pure a salirle.
Che cime, che nomi…Cervino, Monte Bianco, Monte Rosa , Badile, Dolomiti…e poi Ande, Himalaya…pure io percorsi parte di quella grande strada. Ma…ma…bisognava pur sempre lavorare.

Una moglie, due figlie, che dovevano a tutti i costi avere un vita “migliore della mia”, quindi tempo libero poco, sacrifici tanti.

L’arte di sapermi arrangiare, frutto bellico, mi consentì di concepire, praticamente per primo , alcune innovazioni in campo arrampicatorio, che ora sono consuetudine: l’imbragatura bassa, le scarpette d’arrampicata sempre basse, il Grigri concepito dalle cinture di sicurezza delle auto. Purtroppo da ciò non venne profitto, poiché la San Marco che produceva le mie scarpe fallì, la cintura bassa non la vollero realizzare ed il Grigri, allora, non trovai un cane che lo volesse costruire. Pazienza!

Alessandro Grillo (a sinistra) con Giancarlo Grassi e Gianni Calcagno

Ho avuto la fortuna di arrampicare con alpinisti famosi e bravi, che mi avviarono all’arrampicata. Il primo a trascinarmi sulla puddinga dell’entroterra genovese, e a farmi vedere cosa fosse la raffinata tecnica arrampicatoria, fu Alessandro Gogna.

Con Gianni Calcagno avvenne la grande avventura finalese ed extraeuropea, per me alcune piccole cose, , ma poi arrivò Patrick Berhault.
Tra noi nacque una profonda amicizia….imparai un poco della sua ineguagliabile tecnica, ma soprattutto l’umiltà, la modestia….vera arte delle grandi persone.
Non sono uomo di Chiesa, ma grande estimatore di papa Francesco, che una volta disse: “Per essere grandi bisogna saper essere piccoli; l’umiltà è la base di ogni vera grandezza”. Sembra facile eh…..

Bè…ora è meglio che concluda!

E visto che Gianni non è qui con me, mi pongo le domande da solo!

  1. Sei stato un grande alpinista? . R. …assolutamente no!

  2. Sei stato un forte arrampicatore? R…assolutamente no…magari discreto, quello si.

  3. Come ti collochi nel mondo dell’arrampicata? R. …un innovatore in campo tecnologico, un precursore, un’esageratamente appassionato.

  4. Che cosa vedi in un monte, in una montagna? R…..la linea più estetica, più logica da seguire, per aprirvi un itinerario, possibilmente dal basso. Mi piace di più aprire una via nuova, che ripetere un famoso itinerario.

  5. Ancora oggi? R….sì, perché? Mi vuoi mica dire che sono troppo vecchio?

  6. Quante nuove vie hai aperto? R…..tra vie lunghe e monotiri sicuramente molte centinaia, soprattutto quando i chiodi si piantavano a mano e il trapano non esisteva.

  7. Arrampichi ancora? R…sì, finché, le forze mi sosterranno. La testa è… infantile.

  8. Sempre nel finalese? R….un poco, ma soprattutto in Sardegna, mia seconda patria.

  9. La tua montagna più bella? R…l’Alpamayo, salito nel 1985 con Patrick e con un gruppo di Amici genovesi.

  10. Un grande rimpianto? R… Il Fitz Roy…meraviglioso monte, unico, …l’ho mancato, la spedizione si concluse quando stava per partire, allora, forse, avrei potuto aprire una via nuova, la sognavo tute le notti!

  11. La tua più bella via aperta? R….tutte…ma…la Grimonett….ci vedo sopra sempre un mare di gente, un motivo ci sarà D. Progetti? R….questa sera prendo la nave per la Sardegna!

Alessandro Grillo, Genova 30/12/2015

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