Corno Stella – Via De Cessole

Corno Stella - Via De Cessole

Il Corno Stella è una caratteristica montagna delle Alpi Marittime che, fino al 1903, era ritenuta inaccessibile. Proprio in questo anno infatti viene conquistata la vetta da parte di Victor De Cessole con le fortissime guide Jean Plent e Andrea Ghigo.

I tre studiarono la parete per molto tempo, cercando di individuare una possibile linea di salita. Illuminante fu la conquista della vicina Punta Ghigo avvenuta il 20 agosto del 1903: da questa cima poterono infatti vedere la grande cengia erbosa che divide la parete, cosa che convinse i tre a tentare l’ascensione. Il 21 agosto dunque salirono da Terme di Valdieri per attaccare l’inaccessibile parete: le due guide, slegate, riuscirono ad arrivare alla base del grande diedro aperto, proprio all’attacco del passaggio noto oggi come “mauvais pas”, lasciando una corda fissa per il giorno successivo. Il 22 agosto De Cessole, Ghigo e Plent giunsero al tiro chiave, improteggibile per l’epoca: De Cessole Stesso scrive che fu decisivo fu il coraggio di Plent che salì con gli scarponi chiodati, senza protezioni, questa placca verticale che tutt’oggi, nonostante sia ben attrezzata, resta impegnativa. Fuori dal “mauvais pas” i tre alpinisti capirono che la vetta era ormai vicina, ed infatti a mezzogiorno del 22 agosto 1903 giunsero in cima.

Il video della salita effettuata dalla Guida Alpina Gianni Lanza con Dafne Munaretto e Fabio Maniscalco della Pasticceria Maniscalco e Rainero. Riprese e montaggio di Dafne Munaretto.

Zona: Terme di Valdieri, Gias delle Mosche, Valle Gesso

Quota di partenza: 1591 m (Gias delle Mosche), 2453 m (Rifugio Bozano)

Quota di vetta: 3050 m

Sviluppo arrampicata: 400 m

Apritori: prima salita Victor De Cessole con le guide Andrea Ghigo e Jean Plent il 22 agosto del 1903

Tipo di apertura: dal basso in scarponi chiodati con la scarsa attrezzatura dell’epoca

Esposizione: sud-ovest

Protezioni: fix e vecchi chiodi tradizionali

Difficoltà: IV+, IV+ obbl.

Note: questa Via Normale richiede buona esperienza per individuare il percorso

Equipaggiamento: normale d’arrampicata, friends fino al rosso BD utili

Accesso: da Borgo San Dalmazzo raggiungere lo stabilimento delle Terme di Valdieri, quindi proseguire per strada dissestata fino al Gias delle Mosche, ove si lascia l’auto. Qui sono presenti le indicazioni per il Rifugio Bozano.

Avvicinamento: salire lungo il sentiero segnavia 10, che con pendenza gradevole e sempre regolare, porta al Rifugio Bozano. Superato il bosco si costeggia il torrente, quindi si giunge nell’ampia conca del vallone. Giunti al Gias del Mesa (2070 m) proseguire risalendo il vallone sulla sua sinistra faccia a monte, poi con un ultimo tratto di pietraia si giunge al Rifugio Bozano. Ore 2.30.

Dal Rifugio Bozano prendere il bellissimo sentiero lastricato che porta verso la parete: dal punto più basso salire per traccia su pietraia aggirando sulla destra lo zoccolo inferiore. Salire per circa 100 m di dislivello, fino a scorgere sulla parete, in corrispondenza di una rampa con diedro, una grossa freccia rossa sbiadita, sotto la quale è presente un fix con anello. Qui possono essere presenti dei nevai. Ore 0,30 dal Rifugio Bozano.

In cima

Relazione

Forniremo la relazione a partire dalla pietraia, anche se convenzionalmente la parte dello zoccolo viene considerata ancora come avvicinamento.

Daremo l’indicazione di tutte le soste presenti lungo la via, anche se è possibile accorpare alcuni tiri.

L1: salire per facili rocce, II, fino al fix con anello sotto alla grande freccia rossa sbiadita, 20 m

L2: salire decisamente verso sinistra seguendo le indicazioni di una freccia rossa ed una gialla sbiadita, II, salire il diedro-rampa, II, che porta ad una sosta con 2 fix e catena, 30 m

L3: proseguire lungo il diedro-rampa, II, fino a raggiungere una sosta di calata con 3 fix e 2 catene, 30 m (accorpabile con L2)

Qui prendere la traccia che traversa il pendio erboso verso sinistra, fino ad una conca, in cui le tracce riportano verso destra costeggiando la base della parete. Oltrepassare la partenza della via Roby (fix con cordino ed una “R”) ed andare ancora verso destra per circa 10 m fino alla base di un diedro. Appena a destra si trova la scritta “VL” che indica la partenza della Via Lupetti. Qui termina lo zoccolo ed inizia la Via De Cessole.

L4: salire la placca sulla faccia sinistra del diedro, III, qui si incontra uno spit giallo, raggiungere quindi un diedro-fessura verticale spesso umido, che si sale, IV+, sosta su 2 fix, 30 m

L5: proseguire con andamento verso sinistra lungo la rampa, III, che conduce al suo termine alla sosta sotto alla parete nera alla partenza dei traversi, sosta su 2 fix, 30 m (accorpabile con L4)

L6: salire la placca nera ammanigliata fino ad un fix sotto al tetto, III, poi traversare decisamente a destra, III, sosta su 2 fix in comune con la Via Lupetti, 25 m

L7: traversare ancora orizzontalmente verso destra, III, fino ad incrociare la vena di quarzo che taglia tutta la parete, sosta su 1 fix e 1 chiodo tradizionale, 25 m (accorpabile con L6)

L8: portarsi verso destra e salire breve un diedro, III, quindi proseguire su placca fino ad una sosta su 2 fix, 15 m

L9: salire con andamento verso sinistra, III, poi spostarsi decisamente a destra imboccando un camino, IV, imboccare una facile rampa dove è presente un chiodo tradizionale, quindi con andamento verso destra portarsi alla base di un grande diedro aperto con la faccia destra scura e liscia, sosta su 2 fix, 40 m

L10: “mauvais pas” salire la faccia sinistra del diedro aperto con bella arrampicata su placca lavorata, IV+, fino ad uscire su un terrazzo con una fessura soprastante, sosta su 2 fix, 30 m

L11: salire la bella fessura sopra la sosta, IV, superare un muretto lasciando sulla sinistra un tettino, IV+, non lasciarsi attirare dalla facile rampa che sale verso sinistra ma spostarsi leggermente a destra in placca (chiodi tradizionali poco visibili), poi proseguire dritti in placca, III+, fino alla sosta su 2 fix, 45 m

L12: qui la via originale aggirava lo sperone roccioso per un facile canale a destra, sosta su spuntone, 60 m. In alternativa si può seguire lo sperone roccioso, IV+, protetto a fix distanziati. 

Raggiungere la sosta su 2 fix alla base dell’ultimo muro.

L13: salire verticalmente per belle placche, III+, fino ad uscire sul pendio detritico sommitale, sosta su spuntone, 40 m

Per tracce in 10 minuti si raggiunge la Croce di vetta.

Discesa: dalla vetta ridiscendere per tracce tra i detriti fino all’uscita della via, quindi scendere verso una evidente placca liscia compatta, alla base della quale verso sinistra è presente un ometto. Raggiunto l’ometto scendere ancora qualche metro fino a reperire una corda fissa che in 5 m circa conduce ad una esposta sosta di calata.

Effettuare una prima calata di circa 50 m sulla Via Esprit Libre, fino ad un terrazzo formato dalla vena di quarzo, sosta Raumer da calata. Da qui una seconda calata di circa 35 m sulla Via Barone Rampante, sosta Raumer da calata. Da qui una terza calata di circa 50 m, sosta Raumer da calata. Da qui una quarta calata di circa 50 m tenendosi leggermente sulla destra faccia a monte, fino ad una sosta su 2 fix con catena e maillon. Da qui una quinta calata di circa 55 m su placche inclinate porta alla traccia del sentiero che attraversa il prato verso destra faccia a monte, fino a raggiungere una sosta su 3 fix e 2 catene da calata (sosta di L3). Da qui un’ultima calata da 60 m conduce all’attacco della via. A metà calata è presente una sosta con 2 fix e catena (sosta di L2).

Per sentiero di salita raggiungere il Rifugio Bozano, quindi il Gias delle Mosche.

Sul primo tiro della Via De Cessole (in relazione L4)
Il bellissimo traverso
Il camino di L9
Il "mauvais pas"
L'ombra imponente della parete
La parete alla luce del tramonto

Foto-relazione

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