Monte Cucco – Fessura Machetto

Una Fessura granitica nel calcare di Finale

Una fessura perfetta… Com’è nata questa via ce lo spiega Alessandro Grillo

Fessura Machetto: Gianni, io e il granitico Guido Machetto.
 
Volevamo dedicargli una via, ma al tempo stesso, come era consuetudine, bisognava fargli “trovare lungo”; e ci riuscimmo. Avevamo già individuato una lama da salire in opposizione, cosa rara a Finale, assicurandolo che quel tipo di arrampicata era cosa a lui congeniale, come una dülfer in granito, ma avevamo sorvolato sul muro finale. Gianni salì da primo con la consueta maestria. Qualche cuneo, qualche staffa e tanta libera; delicata chiodatura e grande equilibrio sulla verticale placca che portava alla sommità […] .
da “Racconti in Verticale” di Alessandro Grillo
A destra Guido Machetto a sinistra Gianni Calcagno

Il nostro restyling

Le motivazioni che ci hanno spinto a risistemare questa via, riportandola al suo percorso originale, sono date dal fatto che facendo rivivere questo itinerario storico avremmo fatto un po’ rivivere la memoria di Guido Machetto.

Dobbiamo ringraziare Alessandro Grillo  che ci ha dato il permesso di agire, Carla Machetto (sorella di Guido) che con grande entusiasmo ha sponsorizzato l’impresa, la ditta Tecnomeccanica Biellese dei Fratelli Ploner che ci ha confezionato gratuitamente la targa con l’originale qr-code, ed infine tutti quelli che prima di noi, facendo del loro meglio, hanno risistemato in precedenza il percorso.

La via è stata riportata agli originali tre tiri, ripristinando le soste come da relazione e schizzo del libro “Cento Nuovi Mattini” di Alessandro Gogna ed è stato ripulito il sentiero di discesa, per chi desiderasse scendere a piedi.

La via era stata richiodata a lungo monotiro di 40 m; la sosta da monotiro è sempre presente e del precedente materiale presente in parete non è stato tolto nulla, ora è sempre possibile percorrerla in moulinette come prima oppure farla con i tre tiri originali, così sperando di accontentare tutti, e che ognuno possa divertirsi e godersi la scalata nello stile che più lo aggradi.

Chiediamo a Tutti il rispetto per questa salita di grande valore storico, sperando possa esser spunto di riflessione su quanto era stato fatto all’epoca con pochi chiodi e cunei di legno e pesanti scarponi di cuoio ai piedi.

Gianni Lanza e Teodoro Bizzocchi guide alpine, Dafne Munaretto.

Relazione

Zona: Orco Feglino, Monte Cucco

Sviluppo arrampicata: 60 metri

Apritori: Gianni Calcagno, Guido Machetto, Alessandro Grillo nel 1976

Tipo di apertura: dal basso con chiodi tradizionali, nuts e cunei di legno

Esposizione: ovest

Protezioni: resinati inox

Difficoltà: 7a?, 6a+/A0 obbl.

Note: bellissima ed originale via storica, la fessura è un vero gioiello

Equipaggiamento: normale da arrampicata, utili ma non indispensabili friends fino al blu grande B.D.

Accesso: da Feglino scendere verso Finalborgo, al bivio prendere a sinistra per Orco, giunti alla Pizzeria il Rifugio prendere in salita a destra fino al campeggio di Monte Cucco: poco più avanti piazzale sterrato con parcheggio per poche auto

Avvicinamento: dal parcheggio scendere lungo una stradina sterrata, dopo circa 400 m reperire una traccia che sale a sinistra e porta direttamente alla base del settore Machetto. Ore 0,15.

Dafne su L1
Gianni su L3
Gianni Calcagno in apertura su L1. Foto di Alessandro Grillo

Relazione

L1: salire una placca in obliquo verso destra, 6b, fino ad un diedro con fessura che si sale, 6a+, uscire verso destra con un traverso, 6a, poi prendere la fessura principale e salirla, 5c, fino ad un gradino, sosta da calata, 25 m

L2: superare direttamente la spettacolare fessura, 6a/5c, con tratti in dulfer, sosta da calata, 15 m

L3: proseguire in fessura, 5c, da cui si esce su placca liscia verso destra, 7a (?) o A0 (prima libera Manolo salendo da secondo, valutata 7a), poi muro verticale, 6c oppure A0, si giunge alla sosta da monotiro, poi la placca diviene più lavorata, 6a, poi  5c poi 4c, sbucando in un comodo terrazzino sulla sommità della parete, sosta su resinati da calata, 20 m

Discesa: in doppia lungo la via, oppure a piedi seguendo la traccia ripulita che sale il bosco fino a trovare una corda fissa che porta nel canyon e successivamente con passaggi su corde fisse si arriva alla base della parete ed in breve al parcheggio, ore 0,30.

Foto-relazione

LINK ESTERNI:

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