Rocca di Perti – La Via Che Non C’è (combinazione di vie)

Rocca di Perti - La Via Che Non C'è (combinazione di vie)

La Via Che Non C’è alla Rocca di Perti è una nostra interpretazione poichè si tratta di un insieme di tiri appartenenti a svariate vie e varianti presenti sulla parete, che concatenati danno il risultato di una bella arrampicata sempre molto continua su roccia abrasiva fantastica. Le difficoltà maggiori si concentrano nella parte centrale: ci sono parse intorno al 6c con un 6b obbligatorio, e si svolgono perlopiù su placche grigie compattissime.

Consultando la bibliografia abbiamo cercato di ricostruire i nomi delle vie dei tiri che abbiamo percorso, tuttavia è possibile che abbiamo commesso qualche errore: sarà ben accetto qualsiasi vostro suggerimento per eventuali appunti o correzioni.

Il compattissimo verticale pilastro di L3

Zona: Rocca di Perti

Sviluppo arrampicata: 200 metri

Apritori: vari (vedi relazione)

Tipo di apertura: varia

Esposizione: sud-ovest

Protezioni: resinati, fix, 1 chiodo tradizionale su L1, 1 clessidra su L1

Difficoltà: 6c, 6b obbl.

Note: una combinazione di vie da noi interpretata per giungere in cima alla parete

Equipaggiamento: normale da arrampicata, friends fino al verde BD

Accesso: da Finalborgo seguire la strada verso Calice, passare sotto l’autostrada, poco dopo prendere sulla destra una stradina (indicazione “palestra roccia Rocca Perti”), comodo parcheggio a fianco dell’autostrada.

Avvicinamento: risalire a piedi lungo la strada fino al sentierino che sale a sinistra verso le pareti, giunti ad un cartello che indica “Falesia dei Tre Porcellini”, proseguire circa 200 metri verso sinistra fino a reperire una grande grotta, a sinistra della quale ì presente l’attacco originale della Via del Vecchio (scritta alla base). A sinistra di essa sono presenti due monotiri, successivamente, in corrispondenza di un vago diedro con grande albero e grottino molto profondo ad altezza terreno parte la nostra combinazione, evidenti nuovi resinati. Ore 0,20.

Il duro L4

Relazione

L1 (Fabrizio De Andrè): salire in placca superando un primo muretto, 6a, proseguire su tratto abbattuto, 5b, quindi affrontare un muro verticale, 6a, che conduce dopo un piccolo blocco resinato ancorato con un ferro ad una bellissima fessurina bianca, 5c, dopo una clessidra superare un bombamento con buone prese, 6a, quindi traversare decisamente a sinistra ad una sosta da calata con 2 resinati e 1 fix, 35 m

L2 (L’Altra Faccia del Vecchio – W. Savio, 2013): salire un muretto in direzione di un resinato, 6a, quindi affrontare la placca verso un fix leggermente a sinistra, 6a, uscire su comoda cengia con sosta con catena che si moschettona, quindi spostarsi 5 metri a destra ad una seconda sosta con catena sotto un pilastro di roccia compatta, 20 m

L3 (L’Altra Faccia del Vecchio): dalla sosta partono due linee che salgono il pilastro compatto, una a resinati a sinistra decisamente più dura, ed una a fix leggermente a destra che seguiamo. Salire sfruttando una piccola fessurina sulla sinistra, 6a, quindi affrontare la placca compatta e verticale con movimenti verso destra, 6b, proseguire su bellissime gocce prima più appoggiate poi verticali, 6b+, ed uscire sullo spigolo arrotondato, 6b, quindi raggiungere la sosta con catena incrociando la Via del Vecchio, 20 m

L4 (L’Altra Faccia del Vecchio): dalla sosta si dipartono due linee, affrontare quella di destra con 1 resinato di partenza poi fix. Salire un muro iniziale, 6b, poi affrontare la placca con leggero andamento verso destra, 6c, raggiunta una fessura salirla, 6a, quindi obliquare verso sinistra superando dei blocchi staccati ancorati con ferri, salire ancora un bombamento, 6b, sosta su 2 fix da collegare, 30 m

L5 (Nadia – A. Antola, L. Boni, A. Bottino, F. Ferraresi, marzo 1979): qui sono presenti 3 linee: una a destra con fix artigianale verde appartente alla Via Chiodi di Garofano, quella centrale con 1 fix e passo boulder (?) ed una a sinistra a fix della Via Nadia, noi seguiremo quest’ultima, fino ad immetterci sulla Via del Vecchio. Salire verso sinistra, 5c, ed aggirare un muretto liscio tornando poi verso destra, 5a, salire quindi in placca, 3, qui ci si congiunge con la Via del Vecchio: spostarsi leggermente a sinistra poi uscire con passaggio delicato verso destra, 5b, sosta su resinati, 30 m

L6 (Il Vecchio – A. Casula, A. Grillo, V. Simonetti, marzo 1973): direttamente alla cima, 3, sosta su albero, 20 m.

Discesa: 
A: dall’uscita seguire il sentiero che in breve porta alla croce della vetta, seguire verso sud il sentiero che scende nel bosco, al primo bivio prendere a destra, al secondo ancora a destra raggiungendo così la cengia alla base della Testa dell’Elefante, che si segue fino ad un piccolo sentiero che taglia a destra e porta alla strada sterrata che si segue fino alla macchina, ore 0,40.
B: seguire il sentiero e poco prima della croce di vetta prendere il sentiero che scende costeggiando la parete verso nord est, tenere sempre la sinistra fino ad una caratteristica grotta, proseguire costeggiando la parete di Perti Nord fino a raggiungere lo Spigolo Nord di Perti, dal quale in breve si ritorna alla partenza della via. Ore 0,20.

Gianni su L5

Foto-relazione

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